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martedì 20 dicembre 2022

"Lizzie" di Shirley Jackson | Recensione

foto via Instagram


Lizzie

Shirley Jackson


Adelphi

prezzo copertina: 12,00€

pagine: 316




♦ RECENSIONE

Elizabeth Richmond è una giovane ragazza che lavora al museo di Owenstown. Mantiene un basso profilo sociale, è molto precisa, attenta al suo lavoro e vive con zia Morgen, in quanto orfana di padre e madre.

Ad un certo punto succede qualcosa di anomalo e si mette in crisi la sua classica routine. Viene presa in cura dal dottor Wright che attraverso delle sedute di ipnosi stabilisce che Elizabeth ha un disturbo della personalità multipla.


Shirley Jackson è in grado di mettere chiarezza anche in situazioni caotiche.

Il libro è diviso in sei parti dove si alternano i punti di vista di Elizabeth, zia Morgen, il dottor Wright e Besty – una delle sue personalità. Di personalità, infatti, ce ne sono quattro, tutte ben distinte e in lotta tra loro per motivi ben specifici che nel corso della terapia verranno a galla. Interessante vedere come lo stesso dottore si senta più legato in modo paterno con una personalità in particolare e di come zia Morgen, all’apparenza “la cattiva della situazione” poi si rivelerà colei che invece aveva sempre aiutato la nipote – e per certi versi si può comprendere la sua stanchezza e rabbia.


Per buona parte del romanzo l’interesse e l’effetto-calamita tipico dell’autrice riescono a far sorgere a chi legge il giusto grado di interesse. Andando avanti, però, soprattutto verso la fine, tutto questo si spezza. Il ritmo via via sempre più crescente all’improvviso sparisce per dare spazio alla fretta e a un finale aperto e a libera interpretazione. Si lasciano parecchie questioni senza risposta e, sebbene potrebbe essere stato l’intento dell’autrice, sorge spontanea l’espressione di smarrimento, perché ci sono in particolare due figure che vengono menzionate spesso, eppure tutto quello che nascondono non verrà mai svelato. Peccato.

Rimane comunque un romanzo scritto bene, coinvolgente e regala la giusta dose di tensione. Non è un capolavoro, non ai livelli di Abbiamo sempre vissuto nel castello e L’incubo di Hill House, ma rimane un buon libro che tiene compagnia e rimane in mente per parecchio tempo.



VOTO FINALE

3/5

⭐⭐⭐

BUONO





Per oggi è tutto.
Grazie per l'attenzione ♥ 
Alla prossima.
Saluti e buona lettura ♥ 

La Cantina dei Libri
Federica




Questo è solo un umile pensiero puramente personale, non necessariamente condiviso.
A prescindere dal voto finale consiglio sempre la lettura di tutti i libri, perché ogni persona ha gusti e pensieri diversi.
I commenti sono ben graditi, purché sia vigile la buona educazione.


Grazie ♥ 

giovedì 21 ottobre 2021

"L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson | Recensione

Foto via Instagram



L’incubo di Hill House

Shirley Jackson

Adelphi editore

prezzo copertina: 12,00€



♦♦♦♦♦

“Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva da sola.”


♦♦♦♦♦



♦ TRAMA [quarta di copertina]

“In questo autentico classico del genere gotico, Eleanor Vance, giovane e tormentata donna che non ricorda di essere mai stata felice in tutta la sua vita, viene assoldata dal sinistro professor Montague, aspirante cacciatore di fantasmi, per un soggiorno sperimentale a Hill House ... Giunta a destinazione, Eleanor si trova davanti una casa “che sembrava aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori”; un edificio che “drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all'umanità”; una costruzione immune da ogni esorcismo: “un luogo non adatto agli uomini, né all'amore, né alla speranza”; una casa che si rifiuta di essere una dimora accogliente così come Eleanor vorrebbe sfuggire a un sistema di vita che le ha portato soltanto infelicità.”



♦ RECENSIONE


Come fa Shirley Jackson a padroneggiare anche le situazioni più surreali non so dare una spiegazione, se non alzare le mani e arrendermi davanti a tale maestria.


Hill House è una casa abbandonata, sperduta tra le colline, sorvegliata dai coniugi Dudley in cui – si dice – succedano cose strane.

Ecco perché il professor Montague invita Eleanor Vance e Theodora a trascorrervi del tempo: le invita ad annotare questi strani fenomeni che potrebbero essere utili per il suo futuro libro. Al gruppo si unisce anche l’ultimo e legittimo erede della dimora, Luke Sanderson.

Hill House racchiude a sé una storia drammatica e misteriosa che pian piano verrà sviscerata. La sua struttura è molto particolare: gli angoli sono un po' spostati, le porte si chiudono da sole, le prospettive inclinate causano delle illusioni ottiche a dir poco eccezionali e l’impossibilità di far circolare l’aria rende il tutto soffocante, misterioso e cupo. Ad alimentare i sospetti di eventi paranormali sono i rumori di passi che si sentono soprattutto di notte, quando tutti stanno dormendo nelle loro stanze.


Per me è davvero difficile rendere giustizia al libro. Shirley Jackson è una regina a creare atmosfere di questo tipo e tenere in allerta ogni senso per tutta la durata della lettura.

Narrato in terza persona esterna, chi legge verrà coinvolto passo dopo passo dalla pazzia, dall'ossessione e dal timore fin dalla prima pagina.

La confusione regna sovrana e potrebbe destabilizzare chiunque, ma è proprio questo il pilastro portante del libro: creare l’ambientazione perfetta, surreale, dove si muovono personaggi enigmatici e far accadere eventi reali paranormali.

Le descrizioni sono gestite magnificamente e sono ricche di particolari che trascinano con trasporto. La casa è la vera protagonista, perché nonostante se ne stia ferma, è da sfondo, contorno e parte integrante di ogni scena.

Se lo dovessi descrivere con tre parole direi: confusionario, magnetico e destabilizzante.


Il finale mi ha colpito di sorpresa, lasciando uno spiraglio per una libera interpretazione. Hill House è il passato, il presente e il futuro e niente è certo. Il cerchio narrativo si apre all’inizio e si chiude alla fine – forse…


L’incubo di Hill House è la lettura perfetta per il periodo di Halloween o in qualunque momento si voglia leggere qualcosa di tremendamente angosciante e suggestivo.



VOTO FINALE

4/5

⭐⭐⭐⭐

MOLTO BELLO



Per oggi è tutto.
Grazie per l'attenzione ♥ 
Alla prossima.
Saluti e buona lettura ♥ 

La Cantina dei Libri
Federica




Questo è solo un umile pensiero puramente personale, non necessariamente condiviso.
A prescindere dal voto finale consiglio sempre la lettura di tutti i libri, perché ogni persona ha gusti e pensieri diversi.
I commenti sono ben graditi, purché sia vigile la buona educazione.


Grazie ♥ 

mercoledì 6 ottobre 2021

“Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson | Recensione

 

foto via Instagram


Abbiamo sempre vissuto nel castello

Shirley Jackson

Adelphi Editore

prezzo copertina: 12,00€



Credo che Shirley Jackson non abbia bisogno di presentazioni; mancavo solo io a non aver letto ancora nulla della scrittrice – o almeno, non un racconto.

Se Abbiamo sempre vissuto nel castello mi ha destabilizzata così, come posso affrontare il resto delle sue opere?

Andiamo però con ordine.


♦♦♦♦♦

“Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e vivo con mia sorella Costance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l’anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Costance, Riccardo Cuor di Leone e l’Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.”

♦♦♦♦♦


Qui sopra citato è l’incipit del libro in questione che mette fin da subito le idee chiare. Questo libro non è una favola della buonanotte.


Mary e Costance sono due sorelle che vivono isolate dal mondo nella loro dimora di famiglia. Solo che la famiglia Blackwood non c’è più: a parte lo zio Julian, tutti gli altri componenti sono morti avvelenati sei anni or sono.

Mary si reca due volte la settimana al villaggio per procurare i viveri necessari ricevendo astio da parte dei compaesani, per poi ritornare a casa dalla sua amata sorella come se nulla fosse successo. Costance e Mary hanno un legame indissolubile e folle. Sì, folle, perché una delle due è l’artefice della strage della famiglia. Il caso, però era stato archiviato per mancanza di prove ed etichettato come malati di mente i superstiti. Per sei anni hanno vissuto nel loro mondo isolato delimitato da precisi confini all’insegna di azioni quotidiane e stranezze varie, senza mai rievocare l’accaduto, pur sapendo bene la verità.

Ad un certo punto, però, un loro cugino si presenta senza annunciarsi alla loro dimora, rompendo il quasi malefico equilibrio delle cose. Il cugino non ha la minima idea che questo sarà motivo di conseguenze catastrofiche.



Non riesco a rendere giustizia al libro, perché...solo leggendolo potete capire il motivo. Difficile andare oltre, soprattutto perchè è quel tipo di libri che va snocciolato pagina dopo pagina.


Il punto di vista è interno di Mary, i dialoghi sono ben studiati, l’atmosfera descritta trasmette quel senso di angoscia, timore e oscurità costante.

Lo stile di scrittura è talmente impeccabile che ci si ritrova incastrati in questo strano, folle, magico, sinistro e fiabesco racconto che di fiabesco non ha nulla. È tutto al limite dell’irrealtà, ma è proprio per questo che cattura.

Abbiamo sempre vissuto nel castello è disturbante, infimo e ti ricorda che il male si può nascondere anche negli animi più innocenti.

È del tutto normale non capire quasi nulla per buona parte del libro. Il consiglio che mi sento di dare è quello di aprire la mente e lasciarsi trasportare da questa insana perla letteraria.


VOTO FINALE

5/5

⭐⭐⭐⭐⭐

STUPENDO



Per oggi è tutto.
Grazie per l'attenzione ♥ 
Alla prossima.
Saluti e buona lettura ♥ 

La Cantina dei Libri
Federica




Questo è solo un umile pensiero puramente personale, non necessariamente condiviso.
A prescindere dal voto finale consiglio sempre la lettura di tutti i libri, perché ogni persona ha gusti e pensieri diversi.
I commenti sono ben graditi, purché sia vigile la buona educazione.



Grazie ♥